Durante gli studi universitari nell’approcciarci alla modellazione tridimensionale, con l’utilizzo del software 3d Studio Max, abbiamo partecipato ad un ampio progetto di ricostruzione dei portici bolognesi, in particolare abbiamo trattato l’hotel “I portici” al civico 69 di via dell’Indipendenza ed il palazzo ospitante il famoso ristorante Diana al civico 24 della medesima strada. I modelli sono stati destinati alla creazione di una piattaforma interattiva volta a conoscenza del patrimonio storico-artistico dei portici di Bologna. In una prima fase del lavoro è stato fatto un rilievo fotografico, essenziale per avere la base di partenza dalla quale estrapolare gli elementi architettonici da modellare. Successivamente sono state elaborate le ortofoto ed in seguito si è proceduto con la modellazione, all’interno del software attraverso box modeling. Dopo l’applicazione dei materiali e la creazione di un’accurata textures mapping sono state generate le immagini fotorealistiche.

APPLICAZIONE TEXTURE

All’interno del programma di modellazione tridimensionale, 3D Studio Max Design 2014, sono stati creati tutti i materiali da applicare agli elementi architettonici. Il programma permette di impostare diversi tipi di materiale, si è scelto di utilizzare il tipo “Arch & Design” perché permette di gestire, con effetti realistici, gran parte dei materiali utilizzati nel rendering architettonico e di product-design oltre ad essere supportati dal motore di rendering scelto per realizzare le immagini finali del modello: Mental Ray.
Per ogni materiale sono stati regolati i relativi parametri di riflessione diffusa, riflessione e rifrazione; l’indice di riflessione tipico del materiale e la funzione di riflettanza bidirezionale (BRDF). Prima di applicare questi materiali al modello tuttavia è stato necessario effettuare alcune operazioni: è stato controllato l’orientamento delle superfici degli elementi secondo il principio che tutte le facce esposte alla luce devono avere normale positiva, in caso contrario non vengono renderizzate correttamente. Per fare questo è stata abilitata la modalità di visualizzazione “Xview face orientation” e, quando necessario, sono state riorientate le normali con il comando “flip”. È stato effettuato un controllo sulla smussatura degli elementi assegnando uno specifico smoothing group a gruppi di poligoni limitrofi attraverso il comando “autosmooth”. È stato necessario definire per ogni elemento le coordinate di mappatura applicando il modificatore UVW map e, controllandone i parametri, modificando i valori o utilizzando il gizmo in maniera interattiva, così da definire la scala corretta di applicazione del materiale per ogni elemento.
Infine i materiali sono stati applicati al modello ed è stato creato un sistema realistico di illuminazione con luce naturale che si basa sull’utilizzo di una sorgente di illuminazione naturale diretta mr (mental ray) sun ed una sorgente di illuminazione naturale indiretta, mr (mental ray) sky. La posizione del sole può essere indicata sia manualmente che in termini di latitudine e longitudine utilizzando dei weather data file. All’interno del pannello “exposure control’’ si può effettuare una preview del render di mental ray sulla base della quale si può modificare il fattore di esposizione con valori preimpostati dal software oppure utilizzando parametri fotografici.
Durante la realizzazione di render di interni del monumento, si sono utilizzati degli “sky portals” che servono a portare più luce all’interno dell’ambiente, sfruttando però l’illuminazione esterna. I “mr sky portals” sono oggetti che, nel caso del modello, sono stati posizionati in corrispondenza di alcune aperture (porte, oculo della cupola) per aumentare la luce in ingresso che può essere regolata dal comando “multiplier”. In seguito all’apertura delle nicchie al secondo ordine, che in una prima fase si presentavano cieche, è stato possibile ottenere render di interni sufficientemente illuminati, anche senza l’utilizzo degli sky portals.
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